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Installazione contemporanea esposta al MAYDAY 2011 - Sant'Elpidio a Mare [FM]

dedicato a Ken Saro-Wiwa

Kenule Benson Tsaro-Wiwa, meglio conosciuto come Ken Saro-Wiwa.
(Bori, 10 ottobre 1941 – Port Harcourt, 10 novembre 1995)

Di etnìa Ogoni, tra i più importanti intellettuali dell’Africa post-coloniale, scrittore di straordinario talento, drammaturgo, formidabile conferenziere, ambientalista, strenuo difensore della nonviolenza e candidato al premio Nobel per la pace, Ken Saro-Wiwa fu condannato a morte con l’accusa (inventata) di omicidio al termine di un processo farsa voluto dal regime militare nigeriano guidato da Sani Abacha.

Il 10 novembre 1995 venne impiccato, insieme ad altri otto compagni del Mosop, movimento da lui fondato.

L'esecuzione suscitò le più vive proteste da parte dell’opinione pubblica internazionale e condannata in tutto il mondo da governi e organizzazioni per i diritti umani. Le conseguenze furono l’isolamento economico e diplomatico della Nigeria (venne tra l’altro sospesa dal Commonwealth) che terminò nel 1999 con la fine del regime militare e l’elezione democratica di Olusegun Obasanjo alla presidenza della repubblica del paese.

In realtà, Ken Saro-Wiwa era considerato un personaggio scomodo.

Aveva denunciato al mondo intero la multinazionale petrolifera anglo-olandese responsabile della catastrofe ecologica causata da decenni di intenso sfruttamento dei giacimenti di petrolio in Ogoniland, l’area che sorge nel Delta del Niger. Oltre alla Shell aveva accusato apertamente di corruzione e collusione il governo militare nigeriano interessato a difendere i profitti che ruotavano attorno alle attività delle grandi società petrolifere occidentali.

Fondatore e leader del Mosop, il Movimento per la sopravvivenza del popolo Ogoni, uomo combattivo, con una buona esperienza nell’organizzare importanti ed efficaci mobilitazioni di massa, il 4 maggio 1993, in occasione della giornata delle popolazioni indigene proclamata dalle Nazioni Unite, Ken Saro-Wiwa riuscì a far scendere in strada oltre 300.000 persone.

Arrestato più volte e torturato, non rinunciò mai alla lotta in difesa dei diritti e degli interessi legittimi delle minoranze etniche oppresse di quella regione irrimediabilmente impoverita, devastata e drasticamente avvelenata dagli impianti delle società petrolifere.

Quaranta anni di sfruttamento dei giacimenti hanno portato le terre costiere del Niger ad essere classificate dalla Conferenza per l’Ambiente e lo Sviluppo dell’Onu come “il delta fluviale più danneggiato del mondo”.

Nel 1996 Jenny Green, avvocato del Center for Constitutional Rights di New York avviò una causa contro la Shell per dimostrare il coinvolgimento della multinazionale petrolifera nell'esecuzione di Saro-Wiwa.

Il processo ha avuto inizio nel maggio 2009, e la Shell ha subito patteggiato accettando di pagare un risarcimento di 15 milioni e mezzo di dollari (11,1 milioni di euro) per evitare di essere condannata per complicità nell'impiccaggione dello scrittore Ken Saro-Wiwa.

Dovrebbe far riflettere che l'ENI(ex AGIP) è presente con pozzi di estrazione in Nigeria da molti anni, ed è stata più volte indicata come una delle molte società petrolifere che ogni giorno inquinano le terre adiacenti il delta del Niger senza provvedere alle opere di bonifica.

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La vera prigione

Non è il tetto che perde
Non sono nemmeno le zanzare che ronzano
Nella umida, misera cella.
Non è il rumore metallico della chiave
Mentre il secondino ti chiude dentro.
Non sono le meschine razioni
Insufficienti per uomo o bestia
Neanche il nulla del giorno
Che sprofonda nel vuoto della notte
Non è
Non è
Non è.
Sono le bugie che ti hanno martellato
Le orecchie per un'intera generazione
È il poliziotto che corre all'impazzata in un raptus omicida
Mentre esegue a sangue freddo ordini sanguinari
In cambio di un misero pasto al giorno.
Il magistrato che scrive sul suo libro
La punizione, lei lo sa, è ingiusta
La decrepitezza morale
L'inettitudine mentale
Che concede alla dittatura una falsa legittimazione
La vigliaccheria travestita da obbedienza
In agguato nelle nostre anime denigrate
È la paura di calzoni inumiditi
Non osiamo eliminare la nostra urina
È questo
È questo
È questo
Amico mio, è questo che trasforma il nostro mondo libero
In una cupa prigione.

(di Kenule Benson Tsaro-Wiwa, meglio conosciuto come Ken Saro-Wiwa)